WiFi Libero, Un Decreto Legge approva la libertà delle Reti Wireless!

Del progetto WiFi Libero ve ne abbiamo già parlato in un nostro articolo dove ero particolarmente scettico sulla possibile abrogazione definitiva della legge Pisanu che impediva la diffusione di connettività wireless libere senza identificare ogni singolo utilizzatore.

Ma il governo Italiano questa volta mi ha personalmente sorpreso emanando un Decreto Legge che abroga definitivamente l’Articolo 7 del Decreto Pisanu ad eccezione del primo comma che richiede l’autorizzazione del questore per intraprendere un esercizio di Internet Point/Cafè.

Incrociando le dita che tale Decreto Legge venga convertito (nei previsti 60 giorni) in legge definitiva vi lascio, dopo il salto, con un interessante articolo di Wired che soddisferà ogni vostra domanda…

Dal 1° gennaio il Wi-Fi sarà gratuito in tutta Italia?
Assolutamente no. La gratuità o il pagamento del segnale dipendono dal soggetto o dall’ente che lo mette a disposizione. A parte qualche rara eccezione, le aree coperte con il patrocinio di amministrazioni pubbliche sono accessibili gratuitamente.

Dal 1° gennaio il segnale Wi-Fi coprirà tutta l’Italia?
Ovviamente no. L’abrogazione dell’articolo 7 della legge Pisanu (primo comma escluso) elimina l’obbligo, per chi offre connettività Wi-Fi, di identificare gli utenti attraverso carta d’identità. Lo sviluppo del Wi-Fi è tutta un’altra questione, anche se la Pisanu ha contribuito negativamente rendendo troppo macchinosa la burocrazia legata alla diffusione del collegamento.

Dove ci si può collegare al Wi-Fi in Italia?
Al momento non esiste una mappatura completa delle aree coperte.

Se ci si reca in una determinata zona si può effettuare una ricerca sui portali delle società più gettonate per ciò che concerne la diffusione del segnale come, per esempio, Gugliemo o banalmente si può sguinzagliare il proprio dispositivo che ci può indicare la presenza o meno di un access point. A livello pubblico, si distinguono le iniziative della Provincia di Roma, della Regione Sardegna e del Comune di Venezia.

Se voglio aprire un Internet Point cosa devo fare?
Secondo quanto stabilito dal primo comma dell’articolo 7 della legge Pisanu (l’unico ancora in essere), chi vuole aprire un Internet Point (sia il segnale erogato con o senza fili) deve ottenere l’autorizzazione del Questore.

Se voglio mettere il Wi-Fi nel mio ristorante/bar/lavanderia a gettoni/albergo cosa devo fare?
Secondo il nuovo decreto, solo ai soggetti che hanno come attività primaria la messa a disposizione del pubblico di risorse di connettività è richiesta la licenza. Nessuna, quindi, gitarella dal Questore per gli esercenti. Il ristorante/bar/lavanderia a gettoni/albergo che mette a disposizione un Access Point (acquistabile in un qualsiasi negozio di elettronica e/o informatica) deve tuttavia tenere conto degli obblighi imposti agli operatori di telecomunicazioni, fra i quali la richiesta di autorizzazione generale al ministero. L’alternativa è affidarsi a un operatore che eroga il servizio e si fa quindi carico di questi obblighi. Tutti gli obblighi per gli esercenti riassunti qui.

Se sono un privato cittadino, posso condividere il mio Wi-Fi con i vicini, anche se non li conosco?
La maggior parte dei contratti consumer di connettività Internet non lo consente. Ci sono implicazioni legali se qualcuno commette un illecito con la nostra connessione? La questione è complessa: in generale ci sono delle responsabilità del titolare del contratto di connessione se qualcuno commette atti illegali usando quel collegamento. Una responsabilità che però non ha praticamente mai implicazioni legali. Da ricordare infatti che è (quasi sempre) impossibile dimostrare con certezza quale sia un computer “colpevole”. (voce aggiornata il 4 gennaio 2010)
Perché si è deciso di abrogare la Pisanu? Non era stata pensata per motivi di sicurezza?
E’ stato lo stesso Beppe Pisanu, che nel 2005 era ministro dell’Interno, a rispondere a questa domanda nel 2009: “Le esigenze di sicurezza sono mutate e l’accesso a Internet come agli altri benefici dello sviluppo tecnologico deve essere facilitato”. La necessità di identificare gli utenti, a dire il vero, è stata sottolineata anche recentemente dal procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso e dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, motivo per cui ci si aspettava l’adozione di un sistema di riconoscimento più al passo con i tempi come l’identificazione tramite Sim.

Cambierà qualcosa, se sì cosa, nei prossimi mesi?
Il decreto è esecutivo dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta giovedì 30 dicembre. Nel periodo di conversione in legge, nei mesi di gennaio e febbraio, il Parlamento dibatterà nuovamente in merito e inserirà eventuali emendamenti. La maggioranza ha assicurato che applicherà modifiche esclusivamente relative a situazioni di straordinaria emergenza in cui il ministro Maroni potrà chiedere l’identificazione degli internauti. Potenzialmente però, è bene sottolinearlo, le cose potrebbero cambiare radicalmente, essendo necessaria la stesura di una nuova regolamentazione.

Cos’è Fonera?
Si tratta di un router Wi-Fi messo a disposizione da Fon, realtà fondata da Martin Varsavsky che conta in tutto il mondo un milione e mezzo di utenti registrati e che incoraggia i singoli ad acquistare il router e a mettere in comune il segnale. Chi sottoscrive l’iniziativa può usufruire gratuitamente di tutti i punti d’accesso della rete ( qui la mappa). Velocità e sicurezza sono garantite: è possibile selezionare una porzione minima di banda da mettere in comune, l’accesso agli altri utenti non comprende la rete privata di chi eroga il segnale e tutti i soggetti iscritti alla community sono registrati.

  • iq

    Al seguente indirizzo è possibile consultare una guida aggiornata al 2012 sulla normativa WiFi per pubblici esercizi: https://www.alohawifi.net/nuovanormativawifi2012