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Dopo la gaffe, il Governo torna nuovamente sulla questione del Wi-Fi. Mercoledì si era espresso in merito il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, interrogato da Linda Lanzillotta alla Camera sull’effettività delle misure adottate dopo l’abolizione di alcuni commi della Legge Pisanu, e aveva erroneamente affermato che il Wi-Fi è stato reso libero e gratuito dal Governo.

La modifica introdotta dal Governo con il decreto Milleproroghe a fine dicembre prevede invece esclusivamente che le connessioni senza fili non siano più soggette alla necessità di identificazione e di monitoraggio del traffico per ragioni legate alla sicurezza interna del paese. Nel periodo di conversione in legge del decreto, sessanta giorni dalla data di approvazione, il testo può essere rivisto e ritoccato con eventuali emendamenti.

Inizialmente il Governo aveva manifestato l’intenzione di dare al ministero dell’Interno la possibilità di segnalare particolari situazioni in cui si sarebbe dovuto procedere con l’identificazione degli utenti che utilizzano reti pubbliche senza fili.

Oggi, ha comunicato a Wired.it il responsabile Internet del Pdl Antonio Palmieri, l’esecutivo “ci ha ripensato e non procederà con alcun emendamento per non complicare la situazione”. Apprendiamo quindi che non verranno imposti controlli per ragioni di sicurezza nazionale. Il Wi-Fi pubblico rimane comunque soggetto alle regole contenute nel Codice delle Comunicazioni.

Fonte | Wired

L’ennesimo fallimento Italiano, il progetto WiFi Libero è durato nemmeno un mese, con un emendamento presentato dal Senatore Malan al disegno di legge di conversione del Milleproroghe, infatti, si affida al Ministero dell’Interno il compito di stabilire con un Decreto Ministeriale da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, le ipotesi nelle quali sarà necessario identificarsi prima di accedere ad una rete Wifi.

L’emendamento cita:

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro dell’interno, sentito Il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le ipotesi in cui si rende necessario il tracciamento di dati identificativi del dispositivo utente o la preventiva identificazione, anche indiretta, dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate, ovvero punti di accesso pubblici a tecnologia senza fili, per accedere alla rete internet.

Sicuramente gli imprenditori che attivamente avevano investito per rendere il WiFi libero nei loro locali (Milano vede già attive diverse attività dal 1/01/2011) non saranno felici e se verrà ripristinata la necessità di identificare gli utenti dovranno investire ulteriori soldi in apparecchiature oppure smantellare ciò che avevano creato, sprecando soldi in un momento economicamente delicato.

Fonte | Wired

Del progetto WiFi Libero ve ne abbiamo già parlato in un nostro articolo dove ero particolarmente scettico sulla possibile abrogazione definitiva della legge Pisanu che impediva la diffusione di connettività wireless libere senza identificare ogni singolo utilizzatore.

Ma il governo Italiano questa volta mi ha personalmente sorpreso emanando un Decreto Legge che abroga definitivamente l’Articolo 7 del Decreto Pisanu ad eccezione del primo comma che richiede l’autorizzazione del questore per intraprendere un esercizio di Internet Point/Cafè.

Incrociando le dita che tale Decreto Legge venga convertito (nei previsti 60 giorni) in legge definitiva vi lascio, dopo il salto, con un interessante articolo di Wired che soddisferà ogni vostra domanda…

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