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La società di Samuel J. Palmisano si è ispirata a Minority Report, il film con Tom Cruise nel quale la polizia riesce ad arrivare sulla scena del delitto prima ancora che il crimine venga commesso. Criminal Reduction Utilising Statistical History è un software realizzato dalla Ibm che utilizza degli appositi computer contenenti informazioni sui delitti commessi, catalogando e confrontando impronte digitali e comportamento dei criminali conosciuti, soffiate degli informatori, previsioni meteo al momento dei crimini e quant’altro per elaborare possibili azioni illegali.

Tale sistema si basa sulla tecnologia realizzata dalla International Business Machines che viene chiamata come predictive analytics che è molto utilizzata dalla quasi totalità delle più importanti banche commerciali al mondo nonchè dalla maggioranza delle società di telecomunicazioni. Adesso quindi si è pensato di utilizzare lo stesso software in ambito della sicureza.

Secondo quanto registrato dal dipartimento di Criminologia dell’Università di Memphis, dal 2006 il capoluogo della contea di Shelby ha registrato una diminuizione del crimine pari al 31%. Il sistema sembrerebbe inoltre aver sollevato il morale dei tutori dell’ordine che adesso riescono ad evitare pericolosi crimini diventando veri e propri protagonisti di azioni di successo.

Mark Cleverley, il capo delle strategie alla IBM, ha dichiarato riservati i corpi di polizia che stanno testando il sistema che adesso hanno uno strumento in più da aggiungere al loro intuito ed alla loro esperienza. Agli scettici Cleverley ha risposto che anche in ambito di sicurezza informatica si cerca di prevenire i crimini piuttosto che affrontarli dopo.

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Una bruttissima figura dimostra ancora una volta quanto possano essere pericolosi supporti USB. Durante una conferenza sulla sicurezza nel Queensland, la IBM ha distribuito ai presenti delle chiavette infette da malware. L’azienda è stata costretta a inviare immediatamente un comunicato di scuse ai delegati: “Durante la conferenza AusCERT di questa settimana potreste aver ricevuto una chiave USB da IBM. Purtroppo abbiamo scoperto che alcune di queste chiavette contenevano dei malware e sospettiamo che tutti gli esemplari ne siano affetti”.

La faccenda si è rivelata ancora più imbarazzante quando si è saputo che i malware in questione erano W32/LibHack-A e W32/Agent-FWF, ben noti almeno dal 2007. Secondo gli esperti di sicurezza, IBM non avrebbe controllato il contenuto dei supporti, che era stato affidato a un’azienda in out-sourcing. Con ogni porbabilità, l”immagine’ delle chiavette è stata creata con un computer infetto, replicando così il virus in ogni esemplare.

La vicenda ci insegna che bisogna sempre sospettare di tutti i supporti USB, perché sono tra i principali veicoli di infezioni. Per evitare inconvenienti, è sempre consigliabile disabilitare la funzione autorun/autoplay sul proprio computer e, se si utilizza Windows, sperare che il proprio antivirus sia in grado di rilevare la presenza di malware.

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