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Il caso di Google Street View sembra non fermarsi più, ora entra in scena anche Karen Curtis della commissione sulla Privacy dell’Australia, secondo le sue recenti dichiarazioni non vi sarebbe una legge Australiana in grado di accusare Google di un reale reato e prevedere una eventuale sanzione ma chiede a Google di annunciare pubblicamente le sue scuse.

Vi ricordiamo che Google ha raccolto, involontariamente, in più di 30 paesi tramite le Google Street View Car dati su tutte le reti private Wireless (SSID, Mac Address, Metodo di Codifica, ecc ecc) generando così un all’allarmismo internazionale sulla violazione della Privacy!

Google ha pertanto provveduto a dichiarare il proprio errore e a chiedere scusa sul proprio Blog Australiano.

Google Street View è stata accusata diverse volte di aver raccolto dati delle reti Wireless tramite le macchine dello Street View ma ora interviene l’esperto di sicurezza informatica Stroz Friedberg per garantire l’eliminazione di ogni codice malevolo all’interno del software delle macchine.

Google stessa aveva dichiarato il fattaccio ed assicurava ad ogni governo intaccato l’eliminazione dei dati in presenza di un tecnico di parte, ora grazie alle ultime dichiarazioni di Stroz Friedberg i mezzi riprenderanno a girare partendo dall’Irlanda, Norvegia, Sud Africa e Svezia.

Pertanto le macchine di Google potranno raccogliere esclusivamente Foto e Immagini 3D.

Via – Google

La raccolta di dati attraverso le reti wireless, che sia stato un reale frutto di errore o meno, accompagnerà Google per lungo tempo: dopo alcune nazioni europee (Germania in testa) e Australia, tocca agli Stati Uniti indagare su quello che dall’organizzazione Privacy International è stato definito un chiaro intento criminale.

A pronunciarsi in merito è stato Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut, ai microfoni del New York Times:

“Violare le legittime aspettative di privacy da parte di proprietari di case e aziende è una problematica straordinariamente seria, e vogliamo tutta la verità quanto più presto possibile. In questo momento stiamo facendo domande ma francamente alcune delle risposte ricevute finora hanno aggiunto altre domande che abbiamo fatto all’azienda”

Risposte dunque ottenute, ma senza chiarezza al punto da portare le autorità a compiere ulteriori accertamenti sull’accaduto, che minaccia di portare Google di fronte a serie conseguenze nonostante la sua volontà (un po’ tardiva) di cedere i dati ai Governi, soluzione che nel nostro recente sondaggio non è risultata essere la vostra preferita dato il 92% dei voti andati alla loro cancellazione completa.

Fonte – DownloadBlog

Ad Aprile vi parlammo del caso legato alla raccolta di SSID e MAC Address di tutte le reti Wireless Pubbliche da parte delle Google Street Car.

Bene Google ora ammette il fatto e dichiara che i dati sono stati raccolti per tre anni ed in tutti i paesi permettendo però agli stati che ne facciano richiesta di cancellare sotto la loro supervisione tutti i dati raccolti.

Il primo stato a fare tale richiesta è stata l’Irlanda ed oggi, leggendo il BLOG ufficiale, è stata accontenta cancellando tutti i dati “involontariamente” raccolti.

Involontariamente perchè Google stessa ammette di non aver volutamente raccolto tali informazioni…ma uno SCRIPT di raccolta dati solitamente non si implementa automaticamente!

Le autorità Tedesche scoprono che Google Street View, noto sistema che permette di esplorare le strade Mondiali, non fotografa esclusivamente ma mappa anche tutte le Reti Wireless che individua.

Pertanto l’auto utilizzata per le foto colleziona per Mountain View anche tutte le rete Wireless che individua salvando non solo il nome della rete (SSID) ma anche il Mac Address.

BOSTON (Reuters) – Gli hacker che hanno orchestrato gli attacchi informatici contro Google e decine di altre aziende che operano in Cina hanno rubato un prezioso codice sorgente informatico riuscendo a penetrare nei pc di decine di dipendenti che dispongono di permesso d’accesso privilegiato. Lo ha detto ieri sera l’azienda di software anti-virus americana McAfee.

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Gli investigatori di NSA (National Security Agency), che lavorano sull’attacco contro Google ed una dozzina di società americane, hanno rivelato al New York Times di essere sulle tracce degli hacker, che hanno agito da due istituti professionali cinesi. I cyber attacchi sono passati per server taiwanesi, ma provenivano dall’Università di Shanghai Jiaotong e dalla scuola Lanxiang Vocational School. Gli indizi sono sicuri e certi e delineano una pista seria.

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Gli analizzatori informatici USA sarebbero al lavoro per identificare gli autuori dell’attacco a Google, il più grande della storia!

L’origina dell’attacco proviene da due scuoli cinesi, una delle quali molto vicino all’esercito.

L’attacco è stato effettuato da qualche giovane informatico o dietro a tale manovrà vi è lo stato Cinese?!

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Dopo averlo già promesso via YouTube qualche mese fa, Google ha deciso di avviare il processo che porterà gradualmente l’azienda a non supportare più Internet Explorer 6, versione del browser Microsoft risalente all’ormai giurassico (informaticamente parlando) 2001.

Nonostante abbia una certa età, Internet Explorer 6 a dicembre 2009 poteva ancora godere del 10,9% della quota mercato, un’enormità considerando che la ben più recente versione 8 ne aveva il 13,5%. L’aggiornamento non è ovviamente un capriccio ma un’esigenza sempre più riscontrata, a causa dei problemi di sicurezza di IE6 e del suo mancato supporto ai più recenti standard di realizzazione di pagine web, vero e proprio grattacapo per chi deve lavorarci.

La rimozione del supporto a IE6 inizierà dal 1 marzo sui servizi Google Docs e Google Sites.

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