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BackBox e BackTrack sono due importati security suite basate su Linux distribuite in tutto il mondo ma molti utenti si trovano spesso a chiedersi quale delle due distribuzioni sia la migliore, pertanto ho deciso di creare un esaustivo articolo con i pregi e difetti di entrambe le distribuzioni toccherà poi a voi scegliere quale sarà la corretta distribuzione per il vostro utilizzo. Prenderò in analisi le attuali versioni distribuite che sono BackBox 1.0 e BackTrack 4 R2.

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BackBox,è una nuova distribuzione Linux nata da un progetto tutto Italiano ed è dedicata al controllo e alla protezione di reti informatiche, giunta alla prima Release Candidate lo scorso 10 Settembre 2010.

La distro presenta un gradevole aspetto grafico con la fusione di un tema scuro con l’impronta dell’effetto luce, un ottima organizzazione ad albero degli strumenti di Auditing disponibili ed ottime performance che lo rendono adatto in situazioni in cui la velocità è un fattore cruciale.

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Quando si installa sul proprio PC l’ultima distribuzione uscita sul mercato ci si aspetta che pacchetti aggiornati, dunque sicura e lontana da possibili bug che potrebbero comprometterne il corretto utilizzo. Damn Vulnerable Linux (DVL) segue invece la filosofia opposta: offrire agli utenti/studenti una distribuzione più buggata che mai, con software non proprio aggiornato, “exploitabile” e mal configurato.

La distribuzione, sviluppata dal professore informatico Thorsten Schneider, è nata essenzialmente per far capire agli studenti dei corsi di sicurezza del software come rendere sicuro un software oppure trattare temi delicati come il code engineering, i buffer overflow, sviluppo di shellcode, SQL injection e chi più ne ha, più ne metta. Disponibile come live CD grazie ad una ISO da ben 1.8GB, tra la dotazione software segnaliamo Apache, MySQL, PHP, FTP, SSH (ovviamente pieni di bug e configurazioni “da urlo”) e molti altri strumenti come GCC, GDB, NASM, strace, ELF Shell, DDD, LDasm, LIDa, etc. Tutti gli interessati possono scaricare la ISO da questo indirizzo.

Via | TuxJournal