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L’economia del cyber-crimine è sempre più in ascesa, perché per ricevere notizie e dettagli su una carta di credito piuttosto che su una PayPal non è difficilissimo dato che l’offerta di questo tipo di servizi illegali è sempre più varia, sofisticata e quasi imprenditoriale.

Qualsiasi azione nel mercato illegale della criminalità informatica è possibile: bisogna entrare nei “giri giusti”, forum o anche solo Facebook o Twitter.

Panda Security, società specializzata in sicurezza, ha eseguito uno studio intitolato “The cyber-crime black-market: Uncovered”, scaricabile come pdf dal sito di Panda, che ci apre gli occhi sulla malavita digitale, a cominciare dai tariffari: i dettagli di una carta di credito possono costare dai 2 ai 90 dollari e per entrare in un account PayPal ce ne vogliono 10, ma per le credenziali bancarie bisogna spendere di più, si va dagli 80 ai 700 dollari.

Se si volesse usare una finta piattaforma di pagamento lo si ottiene per una cifra compresa tra gli 80 e i 1500 dollari.

Vige, come in ogni mercato, la regola “soddisfatti o rimborsati”, infatti i beni comprati e che si sono rivelati infruttiferi sono scambiati con altri funzionanti.

Dato che si sta discutendo di un settore di una certa complessità, anche le persone che lavorano sono rivestite delle più varie professionalità. Programmatori, che creano i software maligni e li usano, distributori, che vendono i dati e le informazioni acquisite, e gli esperti di IT che lavorano affinchè l’infrastruttura tecnologica sia sempre in perfetta sintonia con le aspettative del cliente.

Il numero di malware è in crescente aumento e il rapporto sottolinea che tutti possono essere oggetto di intenzioni non benevole.

Fonte | Data Manager

La società di Samuel J. Palmisano si è ispirata a Minority Report, il film con Tom Cruise nel quale la polizia riesce ad arrivare sulla scena del delitto prima ancora che il crimine venga commesso. Criminal Reduction Utilising Statistical History è un software realizzato dalla Ibm che utilizza degli appositi computer contenenti informazioni sui delitti commessi, catalogando e confrontando impronte digitali e comportamento dei criminali conosciuti, soffiate degli informatori, previsioni meteo al momento dei crimini e quant’altro per elaborare possibili azioni illegali.

Tale sistema si basa sulla tecnologia realizzata dalla International Business Machines che viene chiamata come predictive analytics che è molto utilizzata dalla quasi totalità delle più importanti banche commerciali al mondo nonchè dalla maggioranza delle società di telecomunicazioni. Adesso quindi si è pensato di utilizzare lo stesso software in ambito della sicureza.

Secondo quanto registrato dal dipartimento di Criminologia dell’Università di Memphis, dal 2006 il capoluogo della contea di Shelby ha registrato una diminuizione del crimine pari al 31%. Il sistema sembrerebbe inoltre aver sollevato il morale dei tutori dell’ordine che adesso riescono ad evitare pericolosi crimini diventando veri e propri protagonisti di azioni di successo.

Mark Cleverley, il capo delle strategie alla IBM, ha dichiarato riservati i corpi di polizia che stanno testando il sistema che adesso hanno uno strumento in più da aggiungere al loro intuito ed alla loro esperienza. Agli scettici Cleverley ha risposto che anche in ambito di sicurezza informatica si cerca di prevenire i crimini piuttosto che affrontarli dopo.

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