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Un interessante puntata di Domenica 10 Aprile 2011 di Report punta il dito sul Web 2.0 mettendo nel mirino Facebook e le sue politiche della Privacy ma sono stati coinvolti nel servizio altri grandi nomi come Twitter, Google e Wikipedia.

Particolarmente importante la fase finale nel servizio dove di parla inizialmente di Spam e violazione delle leggi sulla Privacy ma anche della recente delibera dell’AGCOM ed infine di Wikileaks, da non trascurare la corretta distinzione tra il termine Hacker e Cracker durante tutta la puntata.

L’economia del cyber-crimine è sempre più in ascesa, perché per ricevere notizie e dettagli su una carta di credito piuttosto che su una PayPal non è difficilissimo dato che l’offerta di questo tipo di servizi illegali è sempre più varia, sofisticata e quasi imprenditoriale.

Qualsiasi azione nel mercato illegale della criminalità informatica è possibile: bisogna entrare nei “giri giusti”, forum o anche solo Facebook o Twitter.

Panda Security, società specializzata in sicurezza, ha eseguito uno studio intitolato “The cyber-crime black-market: Uncovered”, scaricabile come pdf dal sito di Panda, che ci apre gli occhi sulla malavita digitale, a cominciare dai tariffari: i dettagli di una carta di credito possono costare dai 2 ai 90 dollari e per entrare in un account PayPal ce ne vogliono 10, ma per le credenziali bancarie bisogna spendere di più, si va dagli 80 ai 700 dollari.

Se si volesse usare una finta piattaforma di pagamento lo si ottiene per una cifra compresa tra gli 80 e i 1500 dollari.

Vige, come in ogni mercato, la regola “soddisfatti o rimborsati”, infatti i beni comprati e che si sono rivelati infruttiferi sono scambiati con altri funzionanti.

Dato che si sta discutendo di un settore di una certa complessità, anche le persone che lavorano sono rivestite delle più varie professionalità. Programmatori, che creano i software maligni e li usano, distributori, che vendono i dati e le informazioni acquisite, e gli esperti di IT che lavorano affinchè l’infrastruttura tecnologica sia sempre in perfetta sintonia con le aspettative del cliente.

Il numero di malware è in crescente aumento e il rapporto sottolinea che tutti possono essere oggetto di intenzioni non benevole.

Fonte | Data Manager

Wired,

nota rivista mensile statunitense ha intervistato in Italia un Cracker ed ha riportato integralmente l’intervista su Wired Italia.

L’intervista la ritengo un plus da leggere quando si hanno due minuti per ridere, insomma nulla di nuovo…il mondo dei Cracker, dei possessori di BotNet si conosce…ogni giorno ci si sveglia con il pericolo di avere la Postale in casa ed un processo a proprio carico.

Il ragazzo dice che è il suo unico sistema di sostentamento ma forse non conosce quanto gli costerebbe una causa legale per difendersi dai reati che dice di commettere.

Dopo il salto l’intervista integrale…

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I software Adobe sono diventati il primo obiettivo di hacker e virus writer: lo rivela il nuovo rapporto pubblicato da Kaspersky Lab. Quasi la metà di tutti gli attacchi rilevati nel primo trimestre del 2010 è riconducibile a exploit su software Adobe: i più colpiti sono gli utenti che non hanno ancora installato gli aggiornamenti rilasciati da Adobe.

Nei primi 3 mesi del 2010 i software Adobe sono diventati l’obiettivo numero uno di hacker e virus writer: lo rivela il nuovo rapporto sulla sicurezza pubblicato da Kaspersky Lab. La multinazionale specializzata nella sicurezza informatica indica tra gli attacchi più diffusi la famiglia Exploit.Win32.Pdfka che sfrutta vulnerabilità di Adobe Reader e Adobe Acrobat: da sola copre il 42,97% di tutti gli exploit in circolazione.

Kaspersky rileva che se agli exploit appena citati si aggiunge anche la famiglia Exploit.Win32.Pidief si raggiunge una percentuale del 47,5%, pari a quasi la metà di tutti gli exploit rilevati. In entrambi i casi gli attacchi vengono lanciati con l’apertura di documenti PDF che contengono Javascript: all’insaputa degli utenti questi programma scaricano e lanciano altre applicazioni malware dal Web.

La grande diffusione dei software Adobe e la natura multipiattaforma sono i fattori che hanno attirato l’attenzione di hacker e virus writer, in ogni caso gran parte degli exploit risulta possibile perché gli utenti non aggiornano i software Adobe installati sui propri sistemi. In alcuni casi le vulnerabilità sfruttate dagli attacchi sono state risolte da Adobe con una patch rilasciata 3 anni fa e non ancora adottata da numerosi utenti. Per questa ragione Adobe ha varato dallo scorso 13 aprile un sistema automatico di aggiornamento che lavora in background.

Infine Kaspersky segnala le prime dieci vulnerabilità più diffuse rilevate nel primo trimestre del 2010: tre all’interno dei software Adobe, sei sono state trovate nei prodotti Microsoft, ed una è stata trovata in un prodotto Sun.  La versione integrale del report di sicurezza di Kaspersky è disponibile a partire da questa pagina del sito ufficiale.

Fonte

Hackers Wanted probabilmente sarebbe stato il primo Film Documentario a distinguere la differenza tra Cracker, Lamer e Hacker infatti ad oggi gli utenti non sanno distinguere un Cracker da un Hacker e viceversa.

Ma purtroppo Hacker Wanted, del regista Sam Bozzo, non verrà mai pubblicato a causa di mancati accordi con il produttore cinematografico. Nonostante ciò la pellicola è stata completamente realizzata ed è di facile reperibilità sui maggio canali p2p.

Noi intanto vi proponiamo il Trailer…