Smaltellata Rete di Lamer che Svuotavano Conti Correnti

(ASCA) – Perugia, 11 mar – Un giro di affari stimato, in 3 – 4 mesi di attivita’, intorno al milione di euro, centinaia di persone con i conti correnti prosciugate. Queste le premesse dell’operazione ”Iktus” (dal greco pesca) avviata dalla Polizia Postale di Perugia (con il coordinamento del PM Giuliano Mignini) all’esito della quale il Gip del Tribunale del capoluogo, Carla Giangamboni, ha firmato 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di romeni, italiani ed egiziani. Le ordinanze eseguite dall’alba di stamani sono 9 in Italia, precisamente a Milano, Novara e Padova, le altre sono in corso di esecuzione in Romania, con mandato di arresto europeo, dove risiede la mente informatica del gruppo che agiva nel nord Italia, prevalentemente tra Lombardia e Piemonte dove aveva la base logistica. Indagate inoltre a piede libero 47 persone. I reati ascritti sono di associazione per delinquere finalizzata all’intrusione informatica (phishing), ed ancora, truffa, falsificazione di documenti, furto e detenzione abusiva di codici di accesso.

Le indagini, avviate ad aprile 2009, sono partite da una denuncia presentata alla polizia di Perugia per furto d’identita’ mediante messaggi di posta elettronica fasulli.

”Il phishing infatti – ha spiegato Annalisa Lillini comandante del compartimento della Polizia Postale di Perugia in conferenza stampa – consiste nell’inviare e-mail, apparentemente da parte di Poste italiane o istituti bancari, verso destinatari casuali, tra i quali ci sono titolari o meno di conti home banking. Prospettando premi, bonus o anomalie di funzionamento, le mail contengono link che portano a siti internet identici agli originali ma gestiti da criminali. In questo modo i soggetti oggi arrestati sottraevano i codici d’accesso per entrare nei conti correnti delle vittime ed in pochi minuti i soldi transitavano verso conti di appoggio, aperti da prestanome o addirittura di utenti ignari, compiendo molti passaggi da renedere difficoltosa la ricostruzione dell’intero processo; comunque – ha aggiunto – con l’emissione di 17 provvedimenti restrittivi ”Iktus’ si configura come la piu’ vasta operazione in materia di phishing compiuta fino ad oggi in Italia”. I proventi dell’attivita’ venivano trasferiti per gran parte in Romania passando attraverso conti Poste pay, regolarmente svuotati, oppure venivano caricati su schede telefoniche, per la maggior parte della Wind, poi rivendute ad un prezzo piu’ basso a persone consapevoli. Gli investigatori della polizia postale, grazie alle intercettazioni telefoniche (circa 20.000), al servizio di sicurezza di Poste italiane ed anche alla collaborazione di Wind, sono riusciti a ricostruire le attivita’ della banda arrivando ad identificare i responsabili.

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