La crittografia mobile farà morire un bambino?! No, la causa è l’incompetenza!

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In questi giorni sta facendo scalpore la dichiarazione del secondo funzionario del Dipartimento di Giustizia Americano, dichiarazione rivolte ad Apple e pubblicate sul The Wall Street Journal. James Cole ha espressamente dichiarato che un bambino potrebbe morire a causa della crittografia introdotto da iOS 8, poiché la polizia non sarebbe in grado di controllare il cellulare dell’indagato sospettato del rapimento del suddetto bambino.

Non lo nego fin da subito, sono fermamente convinto che la crittografia dei dispositivi sia cosa buona e giusta per preservare la nostra privacy nel caso di smarrimento o furto del dispositivo. Ma veramente la crittografia di un iPhone o Android può far morire un bambino rapito? Personalmente trovo questa dichiarazione assurda e credo che questo fatto dimostri nuovamente l’incompetenza giudiziaria, per confermare questa mia ipotesi voglio sottolineare alcuni aspetti che per me son fondamentali ma sono stati trascurati nel raccontare questa vicenda!

Prima dei telefoni?!

I telefoni cellulari esistono dai primi anni ’80 ma sono dagli anni ’90 la diffusione è cresciuta in maniera esponenziale portando nelle tasche dei cittadini anche più di un telefonino e solo nel 2007 (7 anni fa) sono arrivati i primi e veri Smartphone. L’avvento degli smartphone ha sicuramente dato un’accelerata alle indagini di polizia poiché in un dispositivo è possibile raccogliere molteplici informazioni (Rubrica, Chiamate, SMS, eMail, Chat, Coordinate GPS, ecc ecc) ma fino ad allora come si faceva!?

Non venitemi a dire che i bambini prima dell’avvento dei cellulari non venivano rapiti? Microfoni ambientali o ronde di sorveglianza erano strumenti di primo ordine per un investigatore! Insomma capisco che in ufficio si sta belli comodi ad indagare su un caso ma bisognerebbe anche alzarsi e indagare con le maniere tradizionali…dai Bar si scoprano sempre tanti dettagli! E se non vi ricordate come si fa un classico del ‘800 vi racconterà diverse storie!

Triangolazione telefonica?!

Avete tra le mani un iPhone con iOS 8 o un bellissimo Nexus 5 già aggiornato a Lollipop e per disdetta c’è un pin di accesso, certamente un tentativo di forza brutta è da evitare poiché spesso dopo X tentativi il telefono va in blocco con un conseguente wipe della memoria! Ma allora optate per una tradizionale triangolazione del segnale telefonico magari degli ultimi 30, 60 o 90giorni per capire dove è stato il malvivente e magari anche chi ha contattato! In fin dei conti prima dell’avvento degli Smartphone le indagini si basavano sulla triangolazione telefonica poiché i telefoni cellulari avevano una memoria ridotta e più di 50sms non conservavano e il registro chiamate conservava al massimo 30 chiamate!

Altre fonti?!

Ok avete tra le mani uno Smartphone che sicuramente contiene le coordinate del luogo in cui il malvivente tiene in sequestro il bambino, altrove non avete trovato altri dettagli! Caspita, come facciamo a trovare altri dettagli?! Ora se avete il telefono del malvivente tra le mani mi vien da pensare che avete acciuffato il malvivente vivo o morto che sia, se è vivo potete estorcerli una confessione ma se è morto oppure ha perso il telefono durante una fuga?! Bhe se il malvivente non è ovviamente in grado di dirvi nulla lo potete identificare (dal cadavere, dalla videoregistrazione durante il tentativo fallito di liberare il bambino, dall’utenza telefonica, ecc) e vi recate presso la sua abitazione dove trovare il suo computer…se non è cifrato fate ma bassa dei dati (eMail, Backup, ecc ecc) e sicuramente qualche dettaglio aggiuntivo lo trovate! Nell’ipotesi peggiore vi trovate davanti ad un PC e Smartphone crittografato e allora vi guardate attorno e scoprite che in una agenda vi sono segnate tutte le password degli account Apple, Google, ecc ecc BINGO! No, non è la giornata fortunata non trovo nulla, però il malvivente non abita da solo, ottimo allora abbiamo una nuova persona da interrogare che ci potrà rilevare nuovi dettagli (dove si recava il malvivente frequentemente, magari le sue password, ecc ecc). Se abita da solo? Bhe ci sono i vicini, i parenti, ecc ecc insomma le strade da setacciare sono tantissime…

Conclusione

Indubbiamente questo articolo è provocatorio ma ha lo scopo di dimostrare che la crittografia di un dispositivo non deve fermare l’indagine della polizia ne tanto meno far pensare al peggio, in fin dei conti son convito che anche un poliziotto cifra i dati sul suo Smartphone per evitare che un possibile furto di quest’ultimo mandi all’area mesi e mesi di lavoro su un indagine che sta facendo! Poi per carità uno Smartphone privo di cifratura può aiutare indubbiamente le indagini, ma non bisogna fasciarsi la testa in caso contrario ne tanto meno pensare all’esito peggiore del caso!