Incendio nella Server Farm di Aruba – Comunicato Stampa

Il 29 Aprile 2010 2011 è stata una pessima giornata per il provider Aruba come tanti di voi sapranno la Server Farm più famosa di Italia si è spenta dalle 4 di mattina fino al primo pomeriggio a causa di un principio di incendio nella sala UPS.

Di polemiche ieri ne ho lette diverse: ” Se compri Low Cost cosa ti aspetti?“, “Compra all’estero che vai meglio!“, ecc ecc ma volevo ricordarvi che una Server Farm a rischio zero non esiste e mai esisterà e i dati lo dimostrano!

Provider internazionali di grandissima importanza e con costi non modici come Godaddy e Amanzon hanno avuto recentemente grossi disservizi, in particolare il server Amazon S3 che ha bloccato il funzionamento di migliaia di Backup aziendali per diversi giorni e l’accesso ad importanti servizi come Cydia per iOS invece Godaddy lo scorso dicembre è andata KO per un intera giornata impedendo l’accesso alle VPS e i Dedicati.

Sia ben chiaro che non voglio difendere a spada tratta Aruba, sono stato vittima anche io di questo disservizio, ma ho fatto un discorso generico sulla situazione dei provider per farvi capire che tutti posso essere soggetti a disservizi dal più piccolo ed economico al colosso e super dispendioso.

Vi riporto infine il comunicato stampa integrale dopo il salto…

Arezzo, 29 aprile 2011

Stamane alle h. 04:30, un corto circuito avvenuto all’interno degli armadi batterie a servizio dei sistemi UPS della Server Farm aretina di Aruba ha causato un principio di incendio: è immediatamente entrato in funzione il sistema di rilevamento incendi che in sequenza spegne il condizionamento e attiva il sistema di estinzione.

Poiché il fumo sprigionato dalla combustione della plastica delle batterie ha invaso completamente i locali della struttura, il sistema ha interpretato la persistenza di fumo come una prosecuzione dell’incendio e ha tolto automaticamente l’energia elettrica.

Confermiamo che nessun danno è stato arrecato ai server e agli storage che ospitano i contenuti dei nostri clienti e alle persone presenti in azienda. Non si è verificata alcuna perdita di dati.

L’azienda ha prontamente risposto all’evento in collaborazione con i vigili del fuoco di Arezzo, che ringraziamo vivamente, ma e’ stato possibile accedere ai locali solo dopo due ore dall’estinzione dell’incendio a causa del fumo presente.

Solo a questo punto il nostro personale tecnico ha potuto attivare la prevista procedura di emergenza che ha consentito il ripristino in breve tempo dell’alimentazione di due delle tre sale server del data center: precisamente, alle h.10:30 la prima sala server è tornata attiva, la seconda è stata rimessa in funzione attorno a mezzogiorno.

Alle h.15:30 è stata ripristinata l’alimentazione completa dell’intera server farm.

Oltre cento persone hanno lavorato per ridurre al minimo il disservizio.

Allo stato attuale risultano da completare i lavori di sostituzione di tutte le batterie (oltre 1200) e di tutti gli UPS con sistemi di altra marca. Queste attività proseguiranno ininterrottamente per tutto il weekend.

I tecnici della società Eaton, fornitrice dei gruppi UPS, delle relative batterie e del servizio di manutenzione, stanno svolgendo le indagini necessarie ad individuare l’esatta causa del guasto.

Inoltre, nonostante sia consuetudine installare le batterie all’interno del data center, per evitare il ripetersi di quanto accaduto, da oggi le batterie del data center di Arezzo e di tutti gli altri data center del Gruppo Aruba saranno installate in appositi locali, esterni e separati dalla struttura principale.

I nostri clienti sono stati costantemente aggiornati sull’evoluzione della situazione attraverso il nostro sito di assistenza, la nostra pagina su Facebook e  su Twitter.

Aruba ringrazia i fornitori e i dipendenti per la loro collaborazione ed il lavoro svolto oggi; ringrazia poi in particolare i clienti per la comprensione dimostrata e le numerose testimonianze di fiducia e supporto ricevute.

Aruba si scusa per il disagio arrecato.

  • Kn0t

    Come si suol dire “shit happens”, non è colpa di nessuno e queste cose possono capitare. Io credo che in questo caso Aruba abbia dimostrato molta professionalità, complimenti.

    Kn0t