Google Spy

A Maggio 2012 in viaggio da Roma mi misi a discutere con la mia dolce metà su quanti dati Google colleziona dei propri utenti, il discorso prese piede dalla sua curiosità nel capire perché sempre più spesso vedeva inserzioni pubblicitarie attinenti ai suoi gusti o previsioni sulle ricerche sempre più esatte. Mi presi l’impegno di condividere anche con tutti i voi i dettagli che erano emersi in quella piacevole conversazione, infatti a Settembre sulla mia personale Timeline di Twitter ne ho discusso con due amici pubblicando una prima bozza dei dati che Google indicizza.

Sì, è passato più di anno, ma in tutta onesta mai mi son convinto a pubblicare un articolo principalmente a causa della grande glorificazione che Google è riuscita ad ottenere da parte del popolo di Internet. Bestemmiare in rete contro Google è ormai più grave che una bestemmia verso il creatore. Pertanto fin da subito metto ben in chiaro quel che andrò a scrivere nelle righe sottostanti, non parlerò a favore di Google e neanche voglio avere l’assoluta ragione; esprimerò una mia opinione e molto volentieri son disposto a confrontarmi con tutti voi.

Lo scrivo in questi giorni perché trovo l’argomentazione di questo articolo molto attinente agli ultimi scandali che hanno portato alla conoscenza del popolo il programma di spionaggio PRISM. Ho così sondato il terreno sempre su Twitter, scoprendo che il pensiero di un “Google spione” si stava allargando ed è veramente giunta l’ora di scrivere.

Google nasce nel Settembre ’97 come motore di ricerca, ma successivamente iniziò ad occuparsi anche di eMail e Social in tempi più moderni. Il suo successo, come motore di ricerca, è derivato da un prezioso algoritmo in grado di indicizzare milioni di siti internet in brevissimo tempo e riuscire a raccogliere ogni minimo dettaglio abbandonando quel antiquato schema di meta tag HTML. Tutto qui? No, la vera ciliegina sulla torta è stata l’introduzione delle “User Preference”, sistemata talmente importante da esser brevettato.

Quindi? Google crea per ognuno di noi un profilo nel quale immagazzina tutte le nostre ricerche, la periodicità con cui cerchiamo una parola e  i siti che andremo ad aprire a ricerca effettuata. Questo accadeva nel 1999…ma ad oggi il sistema è molto, molto, molto più complesso e preciso.

Larry Page e Sergey Brin, fondarono Google partendo dalla loro sobria camera universitaria ma oggi basta scorrere la Fortune 500 per trovarla al 55° posto delle società statunitensi con il maggior fatturato. Eppure i principali utenti di Google sfruttano i suoi servizi senza pagare un centesimo, servizi per i quali son richiesti imponenti Data Center e tantissime persone impegnate 24h su 24h a manutenere i server o a scrivere codice. Basti pensare alla mail gratuita gMail che offre 6Gb di spazio gratuito o a Google Drive che arriva ad offrici 15Gb di spazio completamente gratuiti.

Nel giugno 2012, attraverso il blog ufficiale, Google ha dichiarato di avere 425milioni di utenti gMail attivi. Proviamo quindi di capire la dimensione degli archivi di Google: 425*6=2550000000Gb :O leggendo meglio questo numero ci accorgiamo che per conservare tutte le nostre eMail Google ha bisogno almeno di una capienza di circa 2,5 zettabyte. E se ci aggiungiamo Google Drive, i video caricati su YouTube, ecc ecc bhe è palese che arriviamo nell’ordine dello yottabyte. Avete idea di quanto costa mantenere tali dati a costo ZERO per l’utente finale?

Stimare un costo è assolutamente impossibile, non dovremo solo considerare il costo delle macchine ma anche la manutenzione, la struttura di collocamento (foto), il personale, la connettività, gli UPS di backup e tanti altri fattori minori. Ma vi basta pensare che una nota società Europea per offrivi un server dedicato con 1Tb di spazio con livelli di computazione veramente scarsi richiede 19euro al mese. 48milioni di euro al mese per mantenere in piedi solo gMail!

Sì, sono conti “ad occhio” ma caro lettore converrai con me che il costo sostenuto da Google per mantenere i Data Center di Google è enorme! Però dalle tasche di un utente medio non esce nemmeno un centesimo, impossibile? NO!

Google è come un fratello, conosce alla perfezione la nostra vita digitale e quella reale! Come? Bhe alzi la mano chi non ha mai cercato una ricetta su Google (oplà ora Google sa cosa ci piace mangiare), chi non ha cercato terapie fai da te per un improvvisa influenza (oplà ora Google sa che siamo ammalati), chi non ha mai cercato l’albergo per le vacanze (sì si, Google è venuto in vacanza con voi), chi non ha mai cercato il vostro video musicale su YouTube (Google sta pensando di venire con voi al concerto), sa anche quando avete fatto l’amore per la prima volta (sempre più adolescenti cercano informazioni prima del primo rapporto), e tantissimi altri esempi che vi potrebbero solo annoiare.

Ma in sostanza voglio farvi capire che ogni qual volta che digitate una parola o una frase sul campo “cerca” state insegnando al vostro fratellino Google un vostro gusto, un pensiero, un sentimento, una preferenza ecc ecc. Ma dai cosa vuoi che gli interessa a Google dove vado a mangiare la pizza il sabato sera o se adoro ascoltare Paolo Borghi, bhe vi sorprenderà guardare Google History, lo storico di tutte le vostre ricerche suddivise per categorie, fasce orarie e giornaliere. Visto, non si scorda mai nulla di voi….

Guardando le norme sulla privacy di Google, scopriamo la motivazioni per cui vengono conservati i nostri dati: “Raccogliamo dati per offrire servizi migliori a tutti i nostri utenti, ad esempio per capire elementi fondamentali come la lingua parlata dall’utente oppure elementi più complessi come quali annunci potrebbero essere più utili per l’utente o le persone che potrebbero interessare di più all’utente online.”

Annunci?! Fino ad ora non ne abbiam ancora parlato, ma la fonte primaria di reddito per Google sono gli Annunci! Quell’odiosa pubblicità che in TV tanto odiamo permette al colloso di Silicon Valley di offrirvi tanti servizi gratuiti. Ma gli annunci via Web sono molto più raffinati rispetto a quelli in TV, sono personalizzati per ogni visitatore.

Ogni utente registrato su Google viene analizzato per potergli offrire pubblicità più idonea ai suoi interessi, se odiate i cornetti dolci ma siete amanti del salato sicuramente che vi verrà proposta la pasticceria più vicina a voi con le Brioche salate o il sito di cucina in cui potete scoprire tutti i trucchi per preparare una succulente Brioche salata.

Uhm…forse vi manca l’ultimo tassello per capire quanto è complessa la macchina di Google. Negli anni ’70 le case degli Italiani iniziavano a popolarsi di televisioni e in tanti credevano che il conduttore potesse vedere il salotto del telespettatore e quel saluto ad inizio programma era veramente rivolto al singolo telespettatore. Ma cosa sto dicendo siamo nel terzo millennio e ancora racconto queste stupide scenette?!

Sì, per farvi capire che Google ha concretizzato questo stereotipo grazie al web. Immaginate di avere affianco alla vostra moderna TV una webcam sempre pronta a riprendervi ogni volta che entrate in cucina, raccoglie informazioni sull’orario della colazione e quindi saprà pressoché la vostra sveglia a che ora suona, raccoglierà informazioni sulle vostre preferenze alimentari ma anche sul vostro abbigliamento, sul vostro umore e bhe dimenticavo anche sulle preferenze dei canali TV così saprà quale trialer potervi proporre.

Un fratello, un grande fratello!

Provo quindi di fare una carrellata delle informazioni che Google quotidianamente memorizza nei propri server, dati che vengono sfruttati anche per personalizzare gli annunci:

  • Le ricerche che effettuiamo;
  • I siti internet che visitiamo, grazie a Google Chrome, ma anche alle ricerche effettuate oppure tramite Google AdSense ormai presente su gran parte di siti internet è in grado grazie ai Cookie di monitorare il nostro traffico;
  • La nostra posizione geografica, grazie alla memorizzazione del nostro indirizzo IP, la localizzazione del nostro dispositivo Android o l’utilizzo di Google Latitude;
  • Le eMail che scriviamo/leggiamo su gMail, grazie ad una attenta analisi degli argomenti che trattiamo nelle nostre eMail;
  • I miei interessi e sentimenti, grazie a Google Plus;
  • I file che condivido e il loro contenuto, grazie a Google Drive;
  • Le Applicazioni, i Giochi e i Libri che scarico sul Google Play Store dal mio dispositivo Android;
  • Le notizie di cronaca che più ci interessano, grazie a Google Reader (dismesso il 31 Giugno), Google Currents o Google News;
  • Le conversazioni/chat, grazie a Google Talk (Recentemente rinominato in Hangouts);
  • Gli itinerari, grazie Google Maps o l’applicazione “Navigatore” di Android;
  • Le foto, grazie a Google Picasa;
  • I dati delle Carta di Credito o il Conto Corrente, se utilizziamo il servizio AdWords o il Play Store;
  • I siti internet che amministro, grazie a Google Analystic, e anche i relativi visitatori;
  • Gli impegni, grazie a Google Calendar;
  • La rubrica, grazie a Google Contacts;
  • I miei video, grazie a YouTube;
  • Le reti WiFi, la loro collocazione e l’eventuale chiave di accesso, grazie alle scansioni effettuate durante il progetto “Street View” e il backup dei dispositivi Android;
  • ecc ecc

Non voglio stancarvi ulteriormente, ma son sicuro di poter trovare tantissimi altri esempi.

Nel 2010 l’azienda di Mountain View rappresentava il 6% del traffico internet in Nord America. Oggi, tre anni dopo, domina il mercato con il 25% di traffico. Un quarto del traffico internet dei cittadini Americani passa per Google!

Android ha permesso di Google di collezionare ancor più dati su ogni singolo utente, prima si limitava a collezionare dati quando eravamo davanti al nostro PC oggi invece è in grado di monitorare il nostro traffico anche in mobilità e grazie al GPS sa sempre la nostra corretta posizione. Google Now è un ottimo servizio in grado di dirci al momento giusto le informazioni che cerchiamo, ma anche questo servizio fa fortemente uso dei nostri dati personali. A differenza di altri OS Mobile inoltre non permette di gestire i permessi delle applicazioni che andrete ad installare, per esempio l’applicazione di Facebook può accedere alla nostra posizione GPS, alla nostra rubrica, ai nostri sms, al registro delle chiamate, alle nostro foto e ai nostri calendari. Solamente un utente esperto grazie allo sviluppo del Team Cyanogemod è in grado di proteggere i propri dati, Privacy Guard Manager nega l’accesso ai nostri dati sensibili.

Abbandonare integralmente Google è un grande sacrificio, ne sono ampiamente consapevole, il mio consiglio è quello di non utilizzare esclusivamente i servizi di Google ma di ripartirli con quelli offerti da altre società possibilmente Open Source. Per esempio DuckDuckGO è un ottimo servizio di ricerca completamente anonimo, Firefox è uno dei migliori Browser Open Source, ownCloud vi permette di caricare i vostri documenti online, Vimeo vi permette di caricare i vostri video e AOL è in grado di offrirvi una casella eMail gratuita di ottima qualità.

La scelta è vostra, spero preferite un fratello in carne e ossa con il quale parlare e scambiare opinioni e pensieri. Spero, inoltre, di non avervi annoiato…

[AGGIORNAMENTO]

Una medesima campagna contro la tracciatura l’ha lanciata DuckDuckGO, grazie ad una semplice guida illustrata vi spiega la tracciatura da parte di Google. Per maggiori informazioni potete visitare il sito Don’t Track.