FBI arresta “Hacker” Sloveno, ha infettato 12 milioni di PC.

In un’operazione congiunta l’FBI e le autorità internazionali hanno arrestato un hacker ritenuto responsabile della creazione del codice di un virus altamente pericoloso che ha infettato oltre 12 milioni di computer in più di 190 Paesi e danneggiato i database delle maggiori banche e corporazioni di tutto il mondo.

Il giovane Iserdo, 23 anni, è stato stanato a Maribor in Slovenia, dopo una lunga e difficoltosa indagine della Polizia criminale slovena condotta insieme ad agenti americani e della Guardia Civil Spagnola. La sua cattura giunge cinque mesi dopo la scoperta di un’enorme cyber-truffa e l’arresto di tre presunti creatori di un’organizzazione conosciuta come «botnet Mariposa». Con il termine si intende una rete di computer che, ad insaputa dei proprietari, viene controllata da pirati informatici in grado di sottrarre i dati sensibili degli utilizzatori: i cybercriminali si infiltravano, infatti,  nel personal computer di ignari proprietari, spedendo elevate quantità di mail infette per colpire specifici server e impossessarsi dei dati sensibili. Nel mirino della banda, coordinata da un 31enne di origini basche, numeri e password di carte di credito, informazioni personali e credenziali bancarie di oltre 800 mila persone cadute nella trappola informatica. La pericolosa organizzazione è riuscita ad infiltrarsi attraverso le debolezze del browser Internet Explorer, successivamente ha contaminato le porte USB fino ad arrivare al software di messaggistica istantanea MSN.

Gli agenti hanno rifiutato di fornire alla stampa le vere generalità del giovane hacker e esplicitare le accuse mosse contro di lui. Jeffrey Troy, direttore della divisione informatica dell’FBI, ha affermato che l’arresto di Iserdo – avvenuto dieci giorni fa – è cruciale, il maggior colpo assestato alla banda. «Per usare un’analogia, rispetto al ladro che si potrebbe intrufolare in casa vostra, noi abbiamo arrestato colui che potrebbe dargli il piede di porco, la mappa e la possibilità di accesso alle più belle case del vicinato».

Troy si aspetta a breve molti fermi in Spagna e Slovenia: presumibilmente si spera di riuscire a rintracciare tutti coloro che hanno comprato sulla rete il malware venduto da Iserdo e soci in pacchetti personalizzati o con caratteristiche aggiuntive speciali, per un prezzo variabile da 500 dollari per la versione base a più di mille dollari per quelle avanzate. L’indagine è stata una delle più complicate mai affrontate e ha interessato oltre un centinaio di specialisti tra agenti federali statunitensi, ricercatori ed esperti di industrie private. A lungo è stato facile per la banda nascondere la propria identità al traffico Internet con sistemi di «anonymizer» per mascherare il proprio indirizzo IP e facendo attenzione a utilizzare computer rubati. Il botnet Mariposa – ora smantellato – era uno dei più grandi al mondo, molto più sofisticato rispetto a quello che in passato è stato utilizzato per penetrare Google Inc. e che ha portato il motore di ricerca a minacciare di ritirare i propri server dalla Cina.
Via | LaStampa