Dopo un mio recente viaggio di lavoro in Egitto, potete vedere in questa immagine la tragica conseguenza, ho iniziato a riflettere su cosa poteva succedere alla mia “vita” digitale se quell’incidente fosse finito con conseguenze ben peggiori. Non solo gestisco Over Secuity ma assieme ad altre persone lavoro su diverse piattaforme con innumerevoli utenti che giornalmente fruiscono dei servizi offerti e solo io conosco alcune password, i nuovi tecnici come avrebbero fatto a prendere il controllo dei sistemi senza conoscere le password attuali?

Su questo punto mi sono soffermato a lungo poichè avevo capito l’importanza di lasciare in eredità le mie password pur volendo che queste vengano conservate segretamente fino al tragico avvenimento e difficilmente accessibili a chiunque entri in possesso dell’archivio. L’idea di un semplice foglio con scritte username e password conservate in una cassaforte non mi piaceva affatto, così ho iniziato a meditare soluzione alternative che vi propongo di seguito.

Cassaforte

Come vi ho anticipato memorizzare dati sensibili su una pendrive oppure scriverli su un pezzo di carta per poi conservarli in cassaforte non mi sembrava l’idea migliore, innanzitutto perché questi dati erano scritti in chiaro inoltre una cassaforte casalinga è soggetta a furti pertanto un ladro potrebbe rubare le mie credenziali di accesso.

L’idea di cifrare i dati prima di chiuderli in cassaforte non è delle migliori perché avrei dovuto dare la password per decryptare i dati ad una persona fidata, ma se quest’ultimo se la scordasse col passare degli anni non avremmo risolto il problema.

Cassetta di Sicurezza

La cassetta di sicurezza bancaria è ad oggi uno dei posti più sicuri dove immagazzinare dati in quanto per essere aperte deve essere presente il proprietario della cassetta o eventualmente un suo delegato ed un addetto bancario poiché vengono utilizzate due chiavi, oltre ad un costo economico considerevole che si deve pagare annualmente per il possesso vi è il lato legislativo che ben poco mi piace, infatti a seguito di un mandato della procura le forze dell’ordine hanno il diritto di aprire la cassetta e ottenerne il contenuto.

Famigliari/Amici

La terza idea è stata quella di fare affidamento su un famigliare/amico del quale potessi fidarmi ciecamente e che pensasse lui a tramandare le mie password o alla gestione delle piattaforme, ma ragionando ho capito che difficilmente una persona si ricorda una password/parola complessa per molto tempo senza usarla costantemente ancor più difficile se gli chiedessi di memorizzare tutte le password per cui l’idea è stata nettamente scartata.

Software

Un software per l’eredità digitale non esiste ma esistono alcuni servizi online Americani dove l’ereditario per ottenere le password deve mandare un certificato di morte al fornitore ottenendo pertanto l’accesso al mio archivio personale, a questo punto mi sembrava di aver trovato l’idea giusta ma la burocrazia mi ha fermato. I tempi di emissione del certificato sono minimi circa 24/48h dal decesso ma viene scritto solo in Italiano pertanto per essere spedito in America doveva essere tradotto in Inglese e convalidato nuovamente dall’anagrafe Italiana rispettando ovviamente i loro standard. La procedura richiedeva tempo, denaro e la buona voglia dell’ereditario nel confrontarsi con vari ufficiali statali perdendo giornate di lavoro per ottenere l’archivio in circa due settimane.

Hardware

Era l’ultimo tassello e da questo speravo di ottenere un risultato anche se la prima idea di memorizzare le password su una pen drive e donarla all’ereditario l’ho scartata immediatamente per  l’impossibilità di criptare i dati come ho scritto anche nel primo punto.

Ho iniziato a fare diverse ricerche sulla rete finché  mi sono imbattuto in un Hard Disk con chiave Hardware, un semplice box con slot 2,5″ il quale cripta i dati in tempo reale con l’algoritmo AES 256 e per essere letti bisogna utilizzare una chiave fisica da collegare in un apposito slot.

Ecco la soluzione che mi serviva per memorizzare e proteggere le mie password, ho proceduto a dare l’Hard Disk ad una persona fidata e tenere la chiave hardware tra le mie chiavi che uso quotidianamente così in qualsiasi momento del bisogno l’ereditario potrà leggere il mio archivio e comunicare i dati a chi veramente ne avrà bisogno.

Conclusioni

Capisco che è un argomento che nessuno vorrebbe affrontare ma vi sono situazioni/avvenimenti che ti fanno riflettere, ho così voluto condividere con voi questa mia esperienza!

Se ancora non siete pronti potete tranquillamente tralasciare questo articolo 🙂 e mandarmi a quel paese!

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