Electronic Frontier Foundation (EFF), incolpa i Browser di lasciare troppe tracce!

L’Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato i risultati di una ricerca secondo la quale – a prescindere dall’uso dei “famigerati” cookie – i browser lascerebbero delle indelebili impronte di sé durante la navigazione e in 8 casi su 10 questi fingerprint sarebbero unici e perciò facilmente identificabili da un eventuale tracciamento da parte di terzi.

In realtà, effettuando il test di Panotpiclick senza barriere (antivirus, firewall, ecc.) abilitate a livello hardware/software i dati che vengono mostrati come a rischio sono piuttosto “anonimi”, banali e facilmente riproducibili su un numero elevato di piattaforme: si parla di sistema operativo, tipo e versione di browser, risoluzione dello schermo, font installati.

Oltre a plugin come Flash Player e Java non c’è poi molto di cui avere timore: il test non rintraccia alcun ID univoco e neppure l’indirizzo IP del sistema da cui è stato lanciato. Perciò la presunta esistenza di queste impronte si basa esclusivamente sulla probabilità che i dati di cui sopra corrispondano a una sola macchina. Una tesi piuttosto “debole” per allarmarsi.

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