Hanno recentemente parlato di WPScan anche ClsHackBlog e Systemoveride ma in questo articolo volevo approfondire il tema dell’installazione su BackBox dato che più persone mi hanno chiesto dettagli in merito.

Descrizione

WPScan, come si intuisce dal nome, è un scanner per la piattaforma di Blogging WordPress scritto in Ruby ed in grado di analizzare i Blog alla ricerca di vulnerabilità dei plugin, username ed eventualmente avviare un bruteforce.

Sito Ufficiale: http://code.google.com/p/wpscan/

Installazione

La seguente guida si diversifica da quella originale in quanto vuole essere più esaustiva evitando alcuni errori dovuti dalle dipendenze di Ruby.

Da riga di comando digitiamo i seguenti comandi:

$ sudo apt-get install gem
$ sudo apt-get install rubygems
$ sudo apt-get install ruby
$ sudo apt-get install ruby1.8-dev
$ sudo apt-get install libcurl4-gnutls-dev
$ sudo apt-get install libopenssl-ruby

$ sudo gem update
$ sudo gem install typhoeus
$ sudo gem install xml-simple

Successivamente dove scaricate WPScan dal sito ufficiale oppure tramite Subversion per comodità vi mostro la seconda possibilità, da riga di comando digitate:

$ svn checkout http://wpscan.googlecode.com/svn/trunk/ wpscan

Ora accedendo alla directory /wpscan troveremo il software richiesto.

Utilizzo

Come ogni software ben realizzato anche WPScan contiene un Help su riga di comando, per visualizzare tutti i comandi disponibili basta digitare:

$ ./wpscan.rb -h

come possiamo visualizzare dalla guida attraverso la sintassi “–url” andremo a fornire il sito internet da analizzare a seguito dei comandi che vi riepilogherò.

Enumerate

Permette di individuare il nome del tema utilizzato, gli utenti registrati sul portale, la versione del blog e dei plugin.

Esempio:

$ ./wpscan.rb –url www.esempio.com –enumerate u

permette di individuare gli utenti registrati sul blog

$ ./wpscan.rb –url www.esempio.com –enumerate v

permette di individuare la versione del blog

$ ./wpscan.rb –url www.esempio.con –enumerate p

permette di identificare quali plugin sono installi nella piattaforma di blogging.

Bruteforce

 $ ./wpscan.rb –url www.example.com –wordlist darkc0de.lst –username admin

Il precedente comando permette di avviare una bruteforce verso il blog sull’utente “admin” provando tutte le password contenute nel file appositamente creato darkc0de.lst

Plugin List

Prima di avviare una scansione sui plugin è sicuramente molto utile aggiornare il database interno del software, per avviare l’aggiornamento basta digitare:

$ ./wpscan.rb –generate_plugin_list

Spero di essere stato utile a tutti quanti, se vi fossero ulteriori problematiche per l’installazione utilizzate i commenti di questo articolo.

WhatWeb è un tool sviluppato da Andrew Horton nel Novembre del 2009 ed ha come scopo l’estrapolazione di maggiori informazioni tecniche su uno o più host. Per informazioni tecniche si intendono tutti i dati rilevanti per una corretta analisi di IT Security quali la versione del
server Apache, PHP, CMS ed altre informazioni che andremo a scoprire in questo articolo.

Installazione

WhatWeb è un applicativo per ambienti Linux e richiede Ruby per poter funzionare ed altre importanti dipendenze, di seguito vi riporto un esempio di installazione in ambiente Ubuntu.

Innanzitutto installiamo Ruby da riga di comando con il seguente comando:

sudo apt-get install ruby ruby-dev libopenssl-ruby rubygems1.8

successivamente dovremo installare le seguenti dipendenze di Ruby, sempre da riga di comando imputiamo:

sudo gem install anemone em-resolv-replace json bson bson_ext mongo rchardet

Terminata questa prima fase scaricate WhatWeb dal sito di Andrew Norton (http://bit.ly/kspIud) e salvatelo dove preferite.

Avvio

L’avvio di WhatWeb è veramente semplicissimo, si utilizza esclusivamente da riga di comando, basterà digitare il comando ./whatweb che immediatamente ci apparirà a monitor l’help con tutti i possibili comandi da sfruttare.

Utilizzo

L’imponente Help che vi è apparso a monitor una volta lanciato l’applicativo non vi deve spaventare 🙂 l’utilizzo è abbastanza semplice e comunque vi riepilogherò le principali funzioni.
WhatWeb funziona attraverso dei plugin, più di 800, che permettono la corretta scansione di un host e vengono gestiti dal software in base al livello di “aggressione” che preferite:

  1. 1. PASSIVA: Effettua una sola richiesta sul target, fatta eccezione per i reindirizzamenti.
  2. 2. VUOTO: Livello ad oggi non implementato, verrà sviluppato in futuro.
  3. 3. AGGRESSIVO: Effettua una scansione approfondita del host principale
  4. 4. PESANTE: Scassinamento approfondito su tutti gli URL del host.

Il livello di default è il primo, ma personalmente vi consiglio di utilizzare sempre il terzo ed attivare la modalità VERBOSE in modo da avere nozioni più esplicative.
È inoltre possibile impostare l’User Agent, il server Proxy, l’esportazione personalizzata dei log e la possibilità di gestire i redirect.

Esempio

Lanciando il seguente comando:

whatweb –log-verbose=log.txt –aggression=3 www.iltrillo.com

andremo ad avviare il programma con il terzo livello di aggressività e gli chiederemo di generare un file “log.txt” contenente il risultato in modalità verbose della scansione ma di riportarci a monitor immediatamente le nozioni essenziali sul host www.iltrillo.com.
Visualizzando il risultato della scansione notiamo immediatamente che il software ha analizzato l’host da noi fornitogli ma ha proseguito ad analizzare il redirect www.iltrillo.com/forum/ dal quale possiamo trarre nozioni importanti.

Il server che ospita il nostro Host è di tipo Unix con Apache 2.0.63 e PHP 5.2.14. Si trova in Olanda, le nostre visite vengono monitorate tramite Google Analytics, il forum è basato sulla piattaforma vBulletin 4.0.4 e vi è un blog basato su WordPress.

Basterà pertanto approfondire le ricerche per capire se le versioni rilevate soffrono di Exploit permettendoci di compilare un completo report da IT Security Researcher.

Il Team di Beini ha reso disponibile la versione 3.2 di FeedingBottle, GUI per Aircrack-ng,  dedicata a BackBox Linux.

Download

FeedingBottle 3.2 For BackBox 1.05
File Name: feedingbottle3.2-backbox105.zip
MD5: d643596db13b5e58437efd51339d7476
File Size: 537 KB
Date: 2011-05-04

Installazione

Una volta estratto l’archivio da riga di comando digitate:

$ sudo dpkg -i feedingbottle3.2-backbox105.deb

e troverete il software nell’apposito Menu Hacking sotto la voce Wireless Analysis Craking.

Viste le recenti richieste di alcuni utenti ho pensato di realizzare un breve articolo per guidarvi nell’installazione di WiRouter KeyRec su BackBox.

Essendo WiRouter KeyRec un tool strettamente necessario alla comunità Italiana di Hacking non è stato inserito di default nei tools disponibili su BackBox, ma è stato correttamente reportizzato per essere installato manualmente.

Per procedere all’installazione dovremo digitare da riga di comando il seguente comando:

$ sudo apt-get update && sudo apt-get install wirouterkeyrec

Ad installazione terminata troveremo il tool all’interno del Menu Hacking > Wireless Analysis > Cracking come è possibile visionare nell’immagine di apertura.

Salvatore Fresta ha rilasciato un aggiornamento del suo software WiRouter KeyRec che raggiunge la versione 1.0.4 aggiornando i Magic Numbers e il loro sistema di aggiornamento ed infine ha introdotto un breve README con la guida all’utilizzo del software su Microsoft Windows.

Per vostra comodità vi riporto la guida, con alcune personali integrazioni:

  1. Scaricare il compilatore GCC per Windows, le versioni consigliate sono: TDM-GCCMinGW;
  2. Estrarre l’archivio di WiRouter KeyRec nella directory di GCC (solitamente C:\MinGW o c:\MinGW\bin);
  3. Eseguire il file Makefile_windows.bat contenuto nell’archivio.

GCC creerà un file denominato wirouterkeyrec.exe che vi permette di recuperare la vostra chiave WPA di FastWeb o Alice, vi ricordo che WiRouter KeyRec funziona esclusivamente tramite riga di comando data l’estrema facilità di utilizzo pertanto dovete avere un minimo di abilità nel uso di MS-DOS.

Chi invece utilizza un sistema operativo diverso può effettuare il download dell’ultima versione tramite questo link, invece gli utilizzatore di BackBox riceveranno automaticamente l’aggiornamento facendo un semplice aggiornamento dei pacchetti col classico comando:

sudo apt-get update && sudo apt-get upgrade

 

 

Software Utilizzato

Per effettuare questa video guida ho utilizzato WepCrackGUI e la distribuzione Linux BackBox.

Note Legali

L’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico è un reato perseguibile a termine di legge art. 615-ter c.p.

La detenzione, la diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici/telematici o condotte prodromiche alla realizzazione di un acceso abusivo sono reati penale perseguibili secondo la legge 615-quater c.p.

Pertanto l’utilizzo di quanto esposto è da riferirsi a un test di sicurezza sulla propria rete o su una rete la quale il proprietario abbia espressamente dato il libero consenso al fine di giudicarne la sicurezza e porre rimedio ad eventuali vulnerabilità.

Gli Autori di questo Blog non potranno essere ritenuti responsabili di eventuali violazioni derivanti da un uso proprio o improprio delle tecniche esposte in questo articolo aventi uno scopo prettamente informativo e didattico.